Che cosa serve davvero per costruire un progetto di vita?
La risposta, oggi, non riguarda soltanto gli strumenti, le risorse o i servizi disponibili. Riguarda soprattutto il modo in cui le persone vengono coinvolte nella costruzione del proprio percorso e il ruolo che assumono all'interno di questo processo.
Negli ultimi anni, il concetto di “progetto di vita” ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche dedicate alla disabilità. La Legge Regionale della Lombardia n. 25/2022 e il Decreto Legislativo 62/2024 hanno rafforzato un orientamento già presente nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: promuovere percorsi co-costruiti insieme alla persona, valorizzandone desideri, aspirazioni e capacità di autodeterminazione.
Questo cambiamento riguarda anche il modo in cui i servizi vengono pensati e organizzati.
È da questa riflessione che nasce il contributo "Il consulente alla pari. Una leva relazionale per l'autodeterminazione", pubblicato sul numero di aprile 2026 della rivista Lavoro Sociale di Erickson, dedicato al tema "Welfare e disabilità".
Il contributo, realizzato dal Centro per la Vita Indipendente Nord Milano, approfondisce il ruolo del consulente alla pari, una figura che affianca le équipe dei Centri per la Vita Indipendente mettendo a disposizione non soltanto competenze, ma anche un importante patrimonio di esperienza vissuta. Una persona che ha già attraversato un percorso di costruzione del proprio progetto di vita può infatti rappresentare un importante punto di riferimento per chi sta iniziando lo stesso cammino.
Il valore di questa figura non risiede nel sostituirsi ai professionisti o nell'offrire risposte preconfezionate, ma nella capacità di favorire il confronto, il rispecchiamento e la possibilità di immaginare un futuro diverso e concretamente realizzabile.
L'esperienza maturata dal Centro per la Vita Indipendente Nord Milano mostra come la presenza del consulente alla pari possa diventare una risorsa preziosa all'interno di un'équipe multidisciplinare, contribuendo a rafforzare la partecipazione attiva delle persone e a sostenere percorsi realmente personalizzati.
Allo stesso tempo, l'articolo evidenzia come questo ruolo richieda competenze specifiche, formazione, supervisione e spazi di riflessione dedicati. Perché accompagnare un'altra persona nella costruzione del proprio progetto di vita significa accompagnare senza sostituirsi all'altro, sostenendone le scelte e rispettandone tempi, desideri e responsabilità.
Più che introdurre una nuova figura nei servizi, il consulente alla pari invita dunquea guardare il progetto di vita da una prospettiva diversa: quella di una persona che non è soltanto destinataria di servizi, ma protagonista del proprio percorso e, allo stesso tempo, possibile risorsa per altre persone.
Il contributo pubblicato su Lavoro Sociale rappresenta una tappa del percorso di riflessione e sperimentazione che il Centro per la Vita Indipendente Nord Milano porta avanti insieme ai propri partner, con l'obiettivo di promuovere servizi sempre più orientati all'autodeterminazione, alla partecipazione e alla piena valorizzazione delle persone.